UPS: “Renai, inaccettabile che i signesi paghino l’incapacità della Regione sulla cassa di espansione”

SIGNA – Dalla Città metropolitana il dibattito sulla piena dell’Arno e sulla domenica di paura vissuta (anche) nella Piana, il dibattito si è spostato anche nei nostri Comuni. A Signa è dura la presa di posizione del gruppo consiliare Uniti per Signa nei confronti della Regione Toscana. Come spiegano i tre consiglieri, il capo gruppo Gianni Vinattieri, il segretario politico Matteo Mannelli e Chiara Di Bella, “quello di domenica è stato un giorno di ore di apprensione per i possibili esiti devastanti in termini di esondazioni e allagamenti per la comunità signese. La fase critica sembra passata. E occorre ringraziare il grande lavoro svolto dal settore sette del Comune e dal suo responsabile Alessandro Minucci, da tutte forze di polizia, dai volontari della Protezione Civile della Pubblica Assistenza e della Misericordia di San Mauro; da ogni cittadino che ha prestato il suo impegno per la collettività”.

“Da oggi, sperando che la situazione non si acuisca, – continuano – bisogna iniziare a fare il conto dei danni: come nel 2017 il parco dei Renai è stato completamente invaso dalle acque. Svolgendo, naturalmente, una funzione di cassa di espansione che dovrebbe essere, invece, ben governata. Con gravissime conseguenze economiche per il parco stesso, le attività commerciali, le opere, a cui dovrà rispondere in massima parte il Comune di Signa”.

“Danni che si sarebbero potuti mitigare se la Regione Toscana avesse rispettato gli impegni presi: la realizzazione della Cassa di espansione dei Renai che si sarebbe dovuta concludere, insieme a tutti gli interventi di sicurezza idraulica, entro il 31 ottobre 2011. A tal proposito è bene ricordare che nell’agosto del 2011 la Regione Toscana ha commissariato il Comune di Signa subentrando come ente attuatore della Cassa di espansione per non attuare nulla”.

“Cassa di espansione che riveste un ruolo centrale anche nell’accordo stipulato alcuni mesi fa per il nuovo ponte sull’Arno che dovrebbe utilizzare proprio un’opera prevista dall’infrastruttura di sicurezza idraulica (nuovo ponte d’accesso al parco) per collegarsi alla viabilità di via Arte della Paglia. In altre parole: senza Cassa di espansione, nessun nuovo ponte”.

“Trasecoliamo, quindi, al cospetto di interventi pubblici di esponenti politici tesi a cancellare il problema della Cassa dal dibattito pubblico: senza considerare danni, conseguenze, impatti economici e di sviluppo ricadenti direttamente sull’amministrazione comunale, sul Comune, sui cittadini signesi. Occorre da parte di tutti una netta scelta di campo: stare dalla parte di Signa, del suo territorio e del suo Comune oppure concorrere in modo spregiudicato al gioco sempre più stanco delle distanti bandierine di partito”.