Trova l’antenato sestese (e l’origine del tuo cognome

SESTO FIORENTINO – Potrà sembrare strano, ma è qualcosa che incuriosisce molti: trovare le tracce del proprio passato, personale sì, ma anche della famiglia e della città. Impossibile? No anzi, è sempre più facile, proprio grazie alle nuove tecnologie, per cui bastano pochi click e invece di andare a scartabellare vecchi documenti ingialliti si può risalire almeno al… 1841. Questa infatti fu la data del censimento granducale dei cittadini toscani ottenuta grazie ai registri di battesimo, morti ecc tenuta dalle varie parrocchie. Siete sestesi doc e volete vedere anche voi se il tris tris nonno Giachetti, o Contini, o Pecchioli abitava già qui? Basta andare sul sito Antenati.san.beniculturali e mettersi a cercare tra le scannerizzazioni di tutti gli archivi- di Stato e non solo – di tutti i documenti di tutta Italia. In particolare il censimento del 1841 su Sesto è alla pagina (http://www.antenati.san.beniculturali.it)

Il “trucco” ce lo ha rivelato Marco Giachetti, consigliere della Pro Loco, studioso di Storia e storia locale e animatore della pagina facebook “Sesto Com’era”. Che ci ha parlato anche un po’ di quello che è emerso dalle sue ricerche, che lui da appassionato ha portato sugli archivi parrocchiali andando indietro fino al 1500.

A Sesto paese (parrocchia San Martino) nel 1841 c’erano 3.800 abitanti, più 1.500 a Castello, che era una piccola Versailles per via della Villa Medicea che dava lavoro a molti, e che faceva parte di Sesto, 180 a Morello, circa 700 a colonnata e altrettanto nelle frazioni di Padule e Querceto. Mettendo insieme anche Cercina e altre località in tutto oltre gli 8.000 abitanti.

Quanto ai cognomi ovviamente già da prima, nel 1500 che era l’epoca in cui ancora i cognomi andavano finendo di definirsi, c’erano Conti, spesso scritto “Coti”, Contini, Giachetti, Santoni, Biagiotti e Barducci; era pieno di Giorgetti alla parrocchia di Morello, di Pecchioli a Padule, dove allevavano api da cui il nome di pecchi e poi Pecchioli. A Colonnata tantissimi Pozzi, perché nati dove c’era un pozzo, e anche dei Papi perché venivano da dove c’era il Papa, cioè erano figli di famiglie che venivano dallo Stato della Chiesa.

Quanto a Pietro Bernini, di cui la parrocchia di Sesto ha dato l’atto di battesimo nel 1562, il cognome deriverebbe da Barnaba o Barna, un nome proprio dell’epoca, cioè Bernini (o Barnini) perché figlio di Barna. E’ una cosa che si può supporre anche di Biagiotti o di molti altri cognomi: i figli, i bambini di. Guardando i documenti si può capire un po’ anche questo.

La cosa interessante che ha riscontrato Marco Giachetti è che dal 1500 fino all’800 almeno i cognomi erano sempre gli stessi, le famiglie le stesse, tanto che c’era il rischio di una clausura genetica e di malattie sposandosi sempre tra i soliti. Per fortuna a introdurre un po’ di varietà c’erano loro, gli ex trovatelli dello spedale degli Innocenti, che una volta cresciuti venivano mandati a bottega e trovavano così lavoro –  e moglie – a Sesto. Questo spiega l’improvviso apparire di qualche cognome nuovo (inventato), o il proliferare degli Innocenti o “Degli Innocenti”.

Sia Marco Giachetti che chi scrive i suoi antenati (sestesi) li ha già trovati; provateci anche voi.

Francesca Gambacciani

Le informazioni sono emerse nel corso della serata “Sesto Com’era” del Centro Civico2 del 16 marzo 2018.