Piazza IV Novembre… che sembrava un robot

SESTO FIORENTINO – Un pinocchio, un robot, un’astronauta, un fiume che scende a valle, la copia di una piazza russa, anzi no, di Dresda in Germania Est… stiamo parlando di piazza IV Novembre, non quella di adesso, quella degli anni ’80, come doveva essere nelle intenzioni dei progettisti e dell’amministrazione: cosa insomma dovesse rappresentare. L’ultima volta il dibattito si è riacceso alla serata di presentazione del libro “Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su… Sesto” alla libreria Rinascita. “E’ sempre stato detto che il sindaco Elio Marini, a metà degli anni ’80, la volle su modello di una piazza russa. Ma…” Neanche il tempo di finire la domanda che una degli ospiti presenti, Francesca Albano, all’epoca consigliera comunale del Pci risponde “Non della Russia; Dresda, nella Germania Est. Fu fatta dopo il viaggio a Dresda che mi rimase molto impresso” E mentre i presenti, sindaco Falchi compreso, commentavano se loro ricordavano Urss o DDR, ecco che Francesca Albano lancia il secondo dubbio “Era un pinocchio, lo ricordo bene: dall’alto la piazza doveva raffigurare un Pinocchio”. Un pinocchio??? “Ma no, era un robot” “Io sapevo un astronauta”. Rumors nel pubblico, sia tra chi all’epoca era vicino all’amministrazione che no. Perché comunque un po’ di tempo è passato e la memoria alle volte fa scherzi. “Elio Marini mi aveva detto testualmente che se salivo su un elicottero avrei visto un robot” assicura una signora. Che aggiunge “Ho voluto tanto bene a Elio, ma quella piazza non gliel’ho mai perdonata”. Insomma, si era aperto il dibattito, fino a fine serata il mistero non è stato sciolto e le due autrici temevano ormai di dover riscrivere il libro.

Sono poi però saltati fuori dei documenti dell’epoca – delle vere chicche per appassionati – che sembrano chiarire alcuni punti. Anzitutto: la piazza vista dall’alto non è un pinocchio né un astronauta, ma un robot. Un robot che avrebbe dovuto rappresentare l’alienazione dell’uomo moderno. Almeno in quelle pagine non ci sono riferimenti diretti ai fiumi, ma neanche si escludono visto che i corsi d’acqua e le fontane c’erano senz’altro. Non si fa alcun riferimento a piazze russe o ucraine o della Germania Est; niente Dresda, si fa invece riferimento a Nazca e ai grandi disegni di pietra esistenti in Sud America e apprezzabili solo dall’alto. Ma anche senza riferimento esplicito, magari la voglia di copiare il blocco sovietico c’era davvero, visto che il progetto fu avviato dopo un viaggio dell’amministrazione all’Est.

Per curiosità, nel libretto gentilmente prestatoci, oltre ai voli pindarici degli architetti che collegano Sesto all’alienazione umana alla figura umana nelle sue raffigurazioni più antiche, si parla già del problema dei parcheggi in piazza IV Novembre e in tutto il centro. Ed era il 1984…

Insomma il dibattito sulla piazza rimane aperto e si scoprono nuove cose, ma intanto siamo sollevati che quanto scritto ne “Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su…Sesto” non è sbagliato: il libro non va riscritto, e per le autrici è una gran fortuna.

Francesca Gambacciani

PS : Se volete saperne di più sulla storia di Piazza IV Novembre, sia quella progettata con i primi piani urbanistici di fine ‘800 che quella degli anni ’80, troverete i racconti nel libro “Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su Sesto”, in libreria, edicole di Sesto e sul sito della casa editrice Apice.