“Nuovo” aeroporto di Firenze, il giudizio della Cgil toscana non è positivo

FIRENZE – Non è positivo il giudizio della Cgil della nostra regione sul “nuovo” Aeroporto di Firenze. Un giudizio, questo, espresso da Maurizio Brotini (segreteria Cgil Toscana, delega alle infrastrutture) e Damiano Marrano (Dipartimento Infrastrutture Cgil Toscana), che hanno elencato una serie di criticità. “E’ sbagliato – dicono – dimensionare la pista in funzione della crescita di un modello di turismo insostenibile mentre diciamo sì a ulteriori sinergie con lo scalo di Pisa. Ascoltare le necessità di lavoro e manifattura, non quelle della rendita. Continuiamo a leggere dichiarazioni sulla necessità di ampliamento di Peretola che si configurerebbe – di fatto – come un nuovo aeroporto di Firenze. Noi siamo per la qualificazione e la tutela dell’occupazione dello scalo fiorentino, ma il progetto presentato, su cui ben sette amministrazioni locali hanno fatto ricorso contro il decreto di Via, apre moltissime criticità: dall’interruzione del collegamento diretto tra Sesto e l’Osmannoro al pregiudizio sullo sviluppo del Polo Scientifico, dalla messa in discussione del Parco della Piana così come previsto dagli strumenti urbanistici della Regione e del Comune di Sesto al mantenimento della vocazione produttiva manifatturiera dell’Osmannoro. Inoltre, la proposta non è inserita in un progetto organico di sviluppo dell’area di Firenze e della sua cintura”.

Per quanto riguarda invece l’aspetto turistico, “nei nostri territori – aggiungono – si è affacciato un modello di turismo distruttivo di qualità della vita in ambito urbano, con processi di svuotamento di abitanti e attività artigiane a favore di attività come gli affitti turistici di breve durata. Noi siamo per un modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile, che renda possibili qualità della vita e mobilità sociale attraverso un manifatturiero rinnovato e un turismo sostenibile e distribuito in maniera meno diseguale all’interno di tutto il perimetro regionale”.

Passando al rapporto con Pisa, “abbiamo ritenuto sostanzialmente positiva la scelta di riunire in un’unica società gli aeroporti di Firenze e di Pisa, evitando un declassamento e ragionando in un’ottica di sistema regionale, meno la riduzione delle quote e del peso politico dei soggetti pubblici nella nuova Toscana Aeroporti e le scelte di sostanziale privatizzazione di quote significative di attività, con ricadute negative su centinaia di lavoratori e lavoratrici. Occorre puntare a un ulteriore sviluppo delle sinergie con Pisa, il vero aeroporto di ambito regionale, dando finalmente il via alle opere già programmate relative all’ampliamento dello scalo, riconsegnando a Peretola il ruolo di City Airport, potenziando i collegamenti ferroviari Pisa-Firenze, favorendo i collegamenti rapidi con Siena e su tutta la direttrice dell’area Lucca- Pistoia-Prato sia verso Firenze che Pisa e sul collegamento su ferro Peretola-Firenze e con il futuro hub dell’Alta Velocità, da realizzarsi attraverso il sottoattraversamento e la realizzazione di una stazione che svolga la funzione di interfaccia con i treni locali tramite il collegamento diretto con Santa Maria Novella, assolutamente non sostituibile con la tramvia”.