Museo Ginori. ICS “Tassello importante, ma lo abbiamo appreso, curiosamente, dai social”

SESTO FIORENTINO – “Un altro tassello importante è stato finalmente posto”: è quanto si legge in una nota di Insieme Cambiamo Sesto sulla decisione della giunta comunale di approvare le linee guida per la costituzione della Fondazione Museo Archivio Ginori della Manifattura di Doccia. Anche se la coalizione ICS fa sapere “di aver appreso la notizia da Facebook”.

“I 17 membri del comitato tecnico, di cui fanno parte anche il sindaco e il professor Montanari, istituito dal Ministero per i beni culturali il 1 agosto 2018 – si legge nella nota di ICS – hanno ben lavorato e ne siamo felici, perché un altro tassello importante è stato finalmente posto affinché Sesto Fiorentino si affermi finalmente come città della porcellana a tutto tondo. Il 16 settembre scorso avevamo chiesto al ministro Franceschini, appena tornato al Ministero per i Beni Culturali, di porre urgentemente attenzione al dossier Museo Ginori, proprio da lui acquisito al patrimonio statale: eravamo preoccupati per i silenzi ministeriali a fronte della incombente ‘variante semplificata’ che vorrebbe realizzare attorno al Museo centri commerciali e appartamenti”.

Secondo ICS “il progetto di museo che esce dal documento di 58 pagine redatto dal comitato tecnico, lo qualifica come “istituzione culturale unica nel panorama nazionale e internazionale” perché potrà, non solo conservare i manufatti ceramici, gli strumenti tecnici, un ricchissimo patrimonio archivistico che documenta la storia dell’impresa e di un’intera comunità, ma rappresenta “un’occasione unica di apprendimento per i designer di tutto il mondo” e per la formazione professionale”.

La coalizione ICS, prosegue la nota “ritiene oggi a maggior ragione, che la destinazione urbanistica che si vuol dare ai 10.000 metri quadrati attigui al museo debba necessariamente misurarsi con le linee guida per la costituzione della Fondazione approvate dalla giunta il 1 ottobre. Linee guida che rappresentano quell’interesse collettivo che lo Stato deve servire e se il comitato tecnico afferma che c’è “la necessità di riflettere fin da ora su un possibile ampliamento dell’edificio, palesemente insufficiente”, c’è il dovere anche per il sindaco di bloccare l’iter per l’approvazione definitiva della variante semplificata allo scopo di procedere alle necessarie verifiche di coerenza”.