Meno rifiuti, una vita “più sostenibile” e un’economia circolare: presentato il progetto ECCO

CAMPI BISENZIO – Diminuire la produzione di rifiuti e incentivare i cittadini ad adottare stili di vita sostenibili, formare i giovani verso i “green jobs” e stimolare l’imprenditoria giovanile nel settore dell’economia circolare. Tutto questo dando alle attività una forte valenza di carattere sociale grazie al coinvolgimento di persone socialmente deboli e coinvolgendo disoccupati e “neet”. Sono gli obiettivi a cui mira il progetto “ECCO” (Economie Circolari di COmunità), coordinato da Legambiente e finanziato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. E questa mattina le attività di “ECCO”, che avrà una durata di 18 mesi, sono partite ufficialmente con la presentazione del progetto al Teatrodante Carlo Monni.

Nucleo principale delle attività saranno i Ri-hub, tredici poli di “cambiamento territoriale” che coinvolgeranno cittadini, insegnanti, studenti e rappresentanti di associazioni e istituzioni in attività di educazione alla sostenibilità e di promozione dei principi dell’economia circolare, oltre che di formazione diretta all’attivazione di filiere economiche sostenibili. A gestire le attività saranno i Ri-hubber, giovani selezionati da Legambiente e formati a Campi Bisenzio in una quattro giorni che ha accompagnato il Festival dell’economia civile. I Ri-Hub saranno dislocati in 13 diverse regioni italiane: Torino, Milano, Vicenza e San Stino di Livenza (Veneto), Gemona (Friuli Venezia Giulia), Bologna, Campi Bisenzio, Roma, Pescara, Grottammare (Marche), Succivo (Campania), Potenza, Maruggio (Puglia) e Palermo. Il modello di business del progetto è stato affinato con la collaborazione della Luiss Business School, che ha fornito la consulenza scientifica e in particolare si occuperà di valutare i risultati ottenuti dal Ri-hub di Roma in termini di ritorno sociale.

Alla base della nascita di ECCO le nuove direttive europee in materia di economia circolare e gli incoraggianti dati in termini di fatturato e occupazione del settore. In Italia, infatti, oggi l’economia circolare vale 88 miliardi di euro di fatturato e impiega circa 575.000 lavoratori, in particolare tra i giovani. L’Unione europea con il pacchetto di direttive, con annessi investimenti, punta sull’economia circolare per raggiungere i target di riciclo (fino al 65% per i rifiuti solidi urbani e il 70% degli imballaggi entro il 2035). Inoltre dall’economia circolare si attendono risparmi per le imprese (600 miliardi ogni anno), nuova occupazione (da 500mila a un milione di nuovi posti di lavoro) e benefici per qualità dell’ambiente (tra il 2% e il 4% del taglio delle emissioni di gas serra). Nonostante questi cambiamenti di tipo normativo la promozione dei processi di riuso e riutilizzo dei beni non ha ancora trovato riscontro nelle politiche pubbliche né nelle pianificazioni regionali.

“Sono particolarmente orgoglioso che il lancio del progetto “ECCO” avvenga in Toscana, terra di antiche tradizioni civiche, perché è qui, nel cuore della Toscana, a Campi Bisenzio, che abbiamo fatto nascere il primo Distretto dell’economia civile del nostro paese”, ha dichiarato Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana.

“Il progetto “ECCO” punta a migliorare la vivibilità delle nostre città riducendo la produzione di rifiuti e intercettando oggetti a cui dare una seconda ‘vita’ attraverso dei poli di comunità, i Ri-hub, – ha spiegato Serena Carpentieri, vice-direttrice di Legambiente – questi poli fungeranno da punto di riferimento dei territori dove diffondere e mettere in pratica i concetti dell’economia circolare. Qui i cittadini potranno indicare problematiche rilevanti a livello locale, in tema di rifiuti e qualità dell’ambiente. I Ri-hub non solo avranno un fine didattico ma con l’avanzamento del progetto diventeranno dei luoghi dove implementare attività sostenibili”.

Infatti “ECCO” darà ai cittadini, insieme a scuole e associazioni, la possibilità di prendere parte ad iniziative pubbliche e ad attività di laboratorio per apprendere le pratiche del riuso e della rigenerazione dei beni, alla base dell’economia circolare. “Vogliamo evidenziare – ha concluso Carpentieri – quello che sarà il valore aggiunto del progetto, ovvero riuscire a reintegrare giovani nel mondo del lavoro attraverso nuove competenze verdi e l’attivazione di filiere economicamente sostenibili”.

Inoltre “ECCO” entrerà in contatto con insegnanti e studenti grazie all’organizzazione di giornate di orientamento professionale e le possibilità fornite dall’Alternanza scuola-lavoro. Questi incontri saranno le occasioni per presentare ai giovani le possibilità occupazionali offerte dai comparti dell’economia circolare e per spiegare le opportunità di collaborazione con i Ri-Hub.