Maltempo: in Città metropolitana e in Regione il botta e risposta continua

FIRENZE – Non si placano le polemiche sul maltempo e su quello che è stato o non è stato fatto – a seconda dei punti di vista – per evitare che la città e il suo hinterland possano rivivere esperienze drammatiche come è stata per esempio l’alluvione del 1966 o calamità anche più recenti. In Città metropolitana il botta e risposta è fra i consiglieri di Lega – Centrodestra per il cambiamento, Alessandro Scipioni e Filippo La Grassa, e il direttore generale dell’ente Giacomo Parenti. E riguardano la piena dell’Arno e i lavori da realizzare con i fondi Cipe: “E’ anche a causa del progressivo svuotamento di funzioni della Città metropolitana – affermano – che oggi viviamo in questa provincia e in questa regione un ritardo gravissimo su opere infrastrutturali strategiche. Da parte nostra abbiamo citato dati precisi che evidenziano responsabilità specifiche. Ci chiediamo perché di quattro casse di espansione nel Valdarno a oggi ne sia stata realizzata solo una. Ma ancora più grave è la vicenda delle casse di espansione di Fibbiana, un appalto passato alla Città metropolitana che in 15 anni ancora non ha visto il compimento dell’opera. I fatti parlano da soli e purtroppo nostro malgrado ci danno ragione. Sarebbe soprattutto importante a questo punto sapere quando saranno assegnate le deleghe in Città metropolitana visto che nei balletti di equilibri di un Pd ormai privo di qualunque sintesi le spese le fanno sempre i cittadini. Non pensiamo che l’amministrazione corrente della Città metropolitana debba essere subordinata al caos di un partito”.
Attraversando la strada, invece, ovvero andando in Regione, è il presidente Enrico Rossi che prova a “mettere un punto”: “I lavori che abbiamo fatto, come Regione, hanno salvato la Toscana dall’alluvione. Senza il bacino della Roffia e la ripulitura e armatura della foce dello Scolmatore, e altri lavori fatti negli ultimi anni, a Pisa, durante il picco della piena, durato più di 12 ore, sarebbero transitati 2600/2700 metri cubi al secondo. Praticamente sarebbe stata alluvione. I lavori che abbiamo fatto hanno salvato la Toscana dal disastro”.