“Immagini sonore” inaugura la stagione musicale della Filharmonie al Teatrodante Carlo Monni

CAMPI BISENZIO –  Dalle musiche del cinema italiano alle suggestive impressioni romantiche della sinfonia di Mendelssohn: sarà il concerto “Immagini sonore”, diretto dal maestro Nima Keshavarzi, ad aprire gli appuntamenti della stagione concertistica della Filharmonie, in programma domani, giovedì 14 novembre, al Teatrodante Carlo Monni con inizio alle 21. L’evento, organizzato in collaborazione con ACMF, Associazione Compositori Musica per Film, è inserito all’interno del Festival dell’economia civile (ingresso intero 15 euro, ridotto 12 euro, scuole di musica 8 euro). E, per l’occasione, l’orchestra la Filharmonie proporrà brani delle più rinomate colonne sonore del cinema italiano degli ultimi anni, scelte da autori del calibro di Piovani, Guerra, Pivio,  De Scalzi, Taviani, Vlad, Braga, Pulcini, Rendine, Guastella e Cognetti. Dalle musiche del cinema italiano – di cui verranno proiettati alcuni estratti – si passerà alle suggestive impressioni romantiche della Sinfonia di Mendelssohn: un diario dei suoni e delle immagini frutto del viaggio dell’autore in Scozia, con la Sinfonia n.3 (Scozzese). “Questo – spiega il maestro Keshavarzi – è il concerto di inaugurazione della seconda stagione della Filharmonie al Teatrodante Carlo Monni, frutto di una collaborazione prestigiosa con ACMF, Associazione Compositori Musica per Film di Roma, che raccoglie tutti i maggiori compositori del cinema italiano di oggi, il cui presidente onorario è Ennio Morricone. Nella prima parte eseguiremo dieci brani di dieci compositori, tra i maggiori contemporanei, insieme alla proiezione di alcuni estratti di film da cui provengono queste musiche. La seconda parte, sarà dedicata alla sinfonia n.3, detta “Scozzese”, di Felix Mendelssohn, sinfonia frutto del viaggio dell’autore in Scozia che, con suggestioni e ispirazioni, si abbina molto bene alla prima parte del concerto. È una sinfonia “a programma” perché i vari movimenti descrivono e raccontano i vari momenti, così come – un secolo dopo – avvenne con le immagini del cinema”.