“I circoli fanno paese”: Settimello piange Giulio Ammannati

CALENZANO – “I circoli fanno paese”. Con queste parole, Giulio Ammannati, 88 anni, mi aveva sintetizzato, poco meno di un anno fa, il suo “pensiero” sui circoli del territorio. In questo caso di Calenzano. Un incontro di quelli belli, dei tanti fatti per scrivere il libro che ha raccontato proprio i circoli calenzanesi (“A Calenzano tra il ricreativo e il culturale: i circoli ieri, oggi e domani”, edito dal Comune di Calenzano); l’ultimo, fra l’altro, in quello che ho definito come “un affascinante cammino di circolo in circolo”. E’ anche per questo che la notizia della sua morte mi ha rattristato: Giulio mi aveva ricevuto nella sua abitazione, a Settimello, tra fotografie e vecchi articoli di giornale, e non era voluto neanche mancare, nonostante i problemi di salute, alla presentazione del libro in biblioteca. Tanti motivi, quindi, per ricordarlo con affetto. Una di quelle persone che vedi pochissime volte nella tua vita ma che non puoi dimenticare. Una memoria di ferro, nel consiglio del circolo Mcl di Settimello fino agli ultimi giorni di vita, “è stato lui – ho scritto in riferimento al circolo nel libro – a farci da guida (non potrebbe essere diversamente vista la sua passione per la montagna) nella storia di questa realtà, che il 13 dicembre 2003 ha festeggiato i suoi primi cinquanta anni di vita”. Adesso gli anni sono quasi settanta: “Il circolo è il circolo e oggi, – queste invece alcune delle sue parole – anche se i tempi sono cambiati, probabilmente si sta recuperando un po’ di quello spirito che si era perso con il passare del tempo”. Di tutto questo ne abbiamo parlato con Giovanni Pecchioli, segretario provinciale e membro della presidenza nazionale Mcl ma soprattutto uno dei “ragazzi di Giulio”: “Era un’istituzione a Settimello, un punto di riferimento per la parrocchia. E il circolo, la sua generazione, insieme a don Giovanni Conti, l’ha costruito davvero con le proprie mani. Tanti i ricordi che ci legano, come quando per esempio la domenica mattina, dopo la Messa, svuotava il furgone che usava la settimana per il lavoro, faceva salire noi ragazzi e ci portava in giro per Firenze alla scoperta della città”. Persone di altri tempi: “Aveva un carattere un po’ ruvido ma era di una generosità enorme; era il motore di tutte le attività della parrocchia e del circolo, non voleva che si parlasse di lui ma dei giovani che aveva intorno e ai quali ha sempre dato spazio”. Parole che condivido e delle quali, anche se per poco tempo, ne ho avuto riprova. Alla famiglia di Giulio Ammannati vanno le condoglianze personali e della redazione di Piananotizie.

Pier Francesco Nesti