PRATO – Si è concluso dopo tre anni il progetto “Prato in gioco”. Il tema è quello del gioco d’azzardo e la città di Prato è stata analizzata attraverso diverse chiavi di lettura: quella dell’unità di strada, quella della mediazione, quella delle interviste, degli sportelli e degli eventi. Il bilancio dell’esperienza è stato tracciato stamani in Palazzo comunale dall’assessora alla Sicurezza Urbana Flora Leoni e dall’assessore alle attività produttive Benedetta Squittieri insieme ai rappresentanti delle cooperative e degli enti che hanno portato avanti il progetto. Prato in gioco è sostenuta dal Comune di Prato e da Anci Toscana insieme a Feder sanità Anci, Cat, Gruppo Incontro e Pane e Rose. Era presente inoltre la dottoressa Antonella Manfredi, responsabile del Servizio dipendenze dell’Usl Toscana Centro. Durante l’indagine è stata realizzata una mappatura del territorio pratese e il primo elemento rilevante che è emerso è il dato economico relativo al gioco d’azzardo, sia fisico che telematico. Prato detiene la maglia nera, infatti i dati sono molto alti e in particolar modo quelli relativi alle videolottery (vlt) con oltre 318 milioni spesi – con una spesa di 1800 euro procapite -, dati ancor più alti se comparati con i 115 milioni della vicina Firenze e i 46 milioni di Livorno. E poi sono stati registrati 173,4 milioni per i giochi di abilità online (poker, scacchi, bridge ecc.)
Il totale dei luoghi di gioco rilevati è di 199, di cui 130 hanno deciso di collaborare al progetto. L’équipe composta da operatori sociali, psicologi, mediatori linguistico culturali e antropologi è stata fondamentale per interagire con le persone affette da quella che è riconosciuta come una vera e propria patologia. La comunità cinese è in cima alla lista dei giocatori d’azzardo e predigile giochi come gli scacchi, il poker o il mahjong, giochi in cui non ci sono limiti di puntate e dove la barriera linguistica non risulta essere un problema. Nel 2023 le persone che si sono rivolte al Servizio per le dipendenze sono state 157, 132 uomini e 25 donne, di cui il 90% italiani e solo il 10% stranieri, ma nessuno di questi di origine orientale. Nel periodo che va da febbraio 2023 a marzo 2024, Prato in gioco ha organizzato una serie di eventi di sensibilizzazione sul gioco d’azzardo, al fine di informare e coinvolgere la comunità su questo tema. Sono stati organizzati eventi in luoghi pubblici come parchi, circoli Arci e Acli, centri giovani e biblioteche in modo tale da raggiungere un pubblico più ampio, incoraggiare una maggiore consapevolezza e promuovere alternative sane e positive per il tempo libero.
E’ stata anche creata un’applicazione di monitoraggio dei comportamenti di gioco che si chiama DuBetter e il cui nome nasce dalla citazione del film “Do The Right Thing” “Fa la cosa giusta”, con l’obiettivo di portare l’attenzione sulla possibilità di gestire il proprio comportamento di gioco lavorando sul monitoraggio e l’autovalutazione. Si tratta di un diario che permette di registrare il tempo trascorso a giocare, il tipo di giocata, i soldi puntati e persi ed emozioni legate al gioco, fornendo un bilancio graficamente intuitivo, immediato e rapido del proprio comportamento di gioco. Il bilancio conclusivo di Prato in gioco ha fornito l’occasione anche per parlare del progetto “Notti di qualità”, che l’Amministrazione comunale continuerà a portare avanti con grande impegno sia nelle scuole che sul campo. Gli operatori di strada continueranno ad essere presenti nelle zone maggiormente frequentate dalla movida pratese per trattare le problematiche presenti – schiamazzi, sporcizia per le strade e parcheggio selvaggio – e riuscire a risolverle inducendo i giovani ad avere un atteggiamento consapevole e rispettoso dell’ambiente che li circonda.