Fondi regionali: in arrivo i “vigili di quartiere” a Campi e Sesto, ecco come saranno impiegati

FIRENZE – “Avevamo promesso un aiuto ai Comuni sul piano della sicurezza e lo abbiamo fatto, con concretezza e senza tanti slogan”. Così il presidente della Regione Enrico Rossi ha commentato oggi l’arrivo di 80 vigili di quartiere in 15 città toscane, tra cui, nell’area della Piana fiorentina, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Per i due Comuni, entro i 55mila abitanti, sono previsti due turni da due agenti al giorno. A Campi Bisenzio gli agenti saranno destinati al centro storico e alle zone di San Lorenzo e San Martino, a Sesto Fiorentino il progetto interesserà Quinto Basso, dove si trovano alcuni immobili abbandonati, oggetto di occupazioni o utilizzati come rifugio.

Gli agenti, ha spiegato l’assessore regionale Vittorio Bugli, che saranno operativi circa tra due mesi, dovranno essere in più rispetto al corpo attuale delle municipali dei singoli Comuni.  Il progetto prevede lo stanziamento da parte della Regione di quasi 9 milioni per tre anni, tali da coprire la spesa per assumere gli ottanta agenti. Le pattuglie a piedi lavoreranno nelle strade e nei quartieri più “delicati”, proponendosi come punto di riferimento per i cittadini e per i commercianti e la spesa per gli stipendi sarà coperta dalla Regione. Ad essere impegnati come vigili di quartiere potranno essere i nuovi assunti oppure agenti già in servizio, con però altrettanti vigili a tempo determinato arruolati per sostituirli nei servizi in cui finora erano impiegato. Il saldo dovrà infatti essere sempre positivo. Il progetto prevede un finanziamento per tre anni, dal 2019 al 2021, per aumentare l’organico del personale di polizia municipale da destinare alla polizia di prossimità. Gli agenti dovranno svolgere esclusivamente i compiti di vigili di quartiere e trascorsi i primi tre anni i Comuni si impegnano a proseguire nel progetto fino al 2023, sostenendone integralmente, a quel punto, la spesa.

L’idea era stata lanciata nei mesi scorsi, accanto alla richiesta al Governo di un innalzamento della dotazione organica delle forze dell’ordine, che risulta tuttora insufficiente in Toscana. “Il problema rimane e non era una richiesta strumentale – sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi -. Vorrei sapere se i ripetuti annunci del ministro dell’interno sull’arrivo di nuovi poliziotti e carabinieri realmente si è tradotto, al netto dei pensionamenti, in un saldo positivo degli organici delle forze dell’ordine sul territorio”. I dettagli dell’iniziativa della Regione sono stati messi a punto dopo ottobre dell’anno scorso. Sono state trovate le risorse e a febbraio è stata approvata la delibera che ha definito l’elenco della città dove gli ottanta vigili inizieranno ad operare: quindici comuni scelti in base ad un criterio concordato con Anci, l’associazione dei Comuni, che è basato sull’indice di delittuosità in rapporto al numero di “abitanti equivalenti” dei territori. Di fatto sono stati conteggiati non solo i residenti ma anche i pendolari, gli studenti, chi nelle città si sposta giornalmente in entrata e uscita e naturalmente i turisti. Sono stati considerati inoltre solo i Comuni con un numero di abitanti equivalenti sopra 35 mila: quelli fino a 55 mila avranno risorse per impegnare due vigili di quartiere su due turni, sopra 55 mila due vigili per tre turni.

Nell’elenco figurano Viareggio, Pisa e Firenze, Massa, Prato, Livorno, Lucca, Pistoia, Grosseto e Arezzo. In tutte queste dieci città sono previste tre coppie di vigili di quartiere distribuite in altrettanti turni giornalieri, a spese della Regione. Sono 675 mila euro in tre anni per Comune. Campi Bisenzio, Pontedera, Sesto Fiorentino, Empoli e Piombino con il sostegno della Regione potranno contare invece ciascuno due coppie di vigili di quartiere al giorno: 450 mila euro per ciascuno la spesa da sostenere dal 2019 al 2021. Gli agenti saranno tutti formati attraverso un corso tenuto dalla scuola interregionale di polizia locale, ente creato anni fa dalla Toscana assieme a Liguria ed Emilia Romagna. La giunta, oltre ad approvare i progetti presentati, ha definito anche la convenzione che dovrà essere firmata con ciascun Comune.

In tre anni la Regione ha distribuito contributi per quasi 3,5 milioni per finanziare sistemi di videosorveglianza a livello locale. Ne hanno beneficiato 228 Comuni e 18 Unioni, 172 progetti in tutto. Con i PIU, i progetti di innovazione urbana, ha finanziato con i fondi Fesr 2014-200 anche otto diversi interventi di riqualificazione urbana per altrettanti Comuni, con un contributo di quasi 44 milioni.

Ci sono poi i progetti speciali sulla sicurezza: cinque finanziati con quasi seicentomila euro alla fine del 2016 (Livorno, Prato, Pisa, Firenze, Lucca) a cui si sono aggiunti poi l’Osmannoro (tra Firenze, Sesto e Campi Bisenzio), Montecatini Terme, Arezzo, Grosseto, Rosignano Marittimo, San Giovanni Valdarno e Poggibonsi. Ad oggi il finanziamento regionale già supera il milione. Si tratta di esperienze di presidio e controllo di vicinato, esempi e modi diversi per ‘aggredire’ lo “sballo” notturno e rendere la movida vivibile, progetti di rivitalizzazione di centri storici e di quartieri degradati con una diversa progettazione urbanistica ma anche attraverso animazione culturale e artistica. Un quartiere vissuto, animato da negozi e con piazze che si riempiono di gente, può essere infatti un antidoto al senso di insicurezza percepita se piazze e strade sono deserte ed abbandonate.