Fit-Cisl Toscana: “Fronte comune contro il virus”

FIRENZE – “Nessuna fuga in avanti, ma fare fronte comune con senso di responsabilità per continuare a offrire servizi adeguati ai cittadini, garantire la sicurezza dei lavoratori e gestire le ricadute economiche negative del Coronavirus”. E’ quello che serve al settore trasporti-servizi-ambiente secondo il segretario della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni, che fa il punto sulla situazione a seguito dell’emergenza sanitaria in uno degli ambiti più esposti. “Il settore dei trasporti è duramente colpito dalla situazione, – dice Boni – treni regionali semivuoti, così come la tramvia di Firenze e non va meglio per il servizio Tpl; una flessione attorno al 20% si registra anche nelle merci in partenza e arrivo nel porto di Livorno. Alcune aziende di autonoleggio che lavorano molto con le gite ci hanno convocati per denunciare un calo notevole di lavoro e quindi la necessità di ricorrere alla cassa integrazione. Insomma la situazione è preoccupante. Nonostante ciò dobbiamo registrare un rapporto con le aziende sostanzialmente buono e insieme stiamo cercando di rispondere a questa emergenza”. “Come sindacato – prosegue il segretario Fit – ci siamo subito attivati, unitariamente, informando i delegati e gli attivisti e nel contempo chiedendo alle aziende di mettere in campo tutti gli accorgimenti necessari nel rispetto delle indicazioni ufficiali delle autorità sanitarie e avviando un confronto sugli aspetti concreti, come la dotazione dei dispositivi di prevenzione. Dobbiamo evitare che a pagare il costo dell’emergenza siano i lavoratori, che oggi stanno dando il massimo per garantire il servizio della mobilità al Paese. Per questo chiediamo al Governo e alla Regione di mettere in campo tutti gli strumenti e gli ammortizzatori necessari per sostenere il lavoro e l’occupazione; in particolare di rifinanziare la cassa integrazione in deroga, che sicuramente diventerà uno strumento necessario per il sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie che verranno coinvolti dalla crisi indotta dall’emergenza sanitaria”. “L’auspicio – conclude – è che questa situazione si risolva tempestivamente per sostenere e rilanciare il lavoro, la realizzazione delle infrastrutture e la buona occupazione”.