Fiorella Bendoni in pensione. Con lei una spinta alla causa Saharawi

SESTO FIORENTINO – Lo dice spesso con il sorriso che le illumina il viso “sono stata fortunata”. Forse sì, ma è vero anche che bisogna cercarla la fortuna, ma soprattutto avere solidi valori e continuare a sostenerli, sempre. E Fiorella Bendoni questo l’ha fatto. Il suo incontro con il popolo Saharawi è avvenuto nel 1985 e da allora ha dedicato gran parte del suo tempo a far conoscere la loro storia. Nel 1985 Fiorella era già impiegata in Comune a Sesto Fiorentino, era entrata nel 1976 con alcuni incarichi come maestra nelle scuole materne, allora comunali. L’occasione per ripercorrere 40 anni in Comune, l’arrivo della pensione. Sì, molti che la conoscono non possono pensare che “la Fiorella” solare e disponibile con tutti da oltre 30 anni nella “Segreteria del Sindaco” sia in pensione. E, infatti, in pensione c’è, ma ha deciso di continuare la collaborazione con il Comune “a titolo gratuito”. Martedì scorso i colleghi l’hanno volua salutare regalandole un viaggio.

Dopo aver vinto il concorso nel 1987 Fiorella viene assunta in Comune. Ha lavorato in segreteria del sindaco con quattro primi cittadini: Carlo Melani, Andrea Barducci, Gianni Gianassi e l’attuale sindaco Lorenzo Falchi.

“Quando sono arrivata nella segreteria dell’allora sindaco Carlo Melani, lavoravo essenzialmente con Muscas che era assessore al sociale – racconta Fiorella – e poi per un periodo sono stata in biblioteca e poi sono tornata alla Segreteria con il sindaco Falchi”.

In questi anni Fiorella ha lavorato con quattro sindaci diversi tra loro anche per età. Come è stato?

“Ognuno di loro – racconta Fiorella – ha avuto caratteristiche diverse, modi e orari differenti. Con le loro differenze ho condiviso il modo di vedere lo sviluppo della città. L’unico legame che ho avuto molto forte con tutti e quattro è l’obiettivo comune anche se in modi diversi”.

Una delle passioni di Fiorella Bendoni è il canto.

“Ho iniziato a cantare per caso, come accade spesso nella vita – racconta – ho avuto un’esperienza con un gruppo musicale di Massimo Ferrucci, I Baccelloni con Stefano Livi un collega che oggi suona la batteria a Querceto, Enzo Biagiotti e Delio Niccolai e mi chiesero se potevo provare a cantare. E così ho fatto. Il gruppo si esibiva in spettacoli di solidarietà. Dopo alcuni anni ho trovato un gruppo di amiche una delle quali è la direttrice del nostro coro e ora faccio parte di un coro gospel che si chiama Free Musica Ensemble con sede a Sesto”. Il gruppo è molto richiesto e parteciperà anche alle iniziative di Sesto Mondo.

Nel 1985 l’incontro con il mondo Saharawi. Come è avvenuto?

“Ero al lavoro qui in Comune e dovevo seguire il progetto giovani che stava nascendo e i gemellaggi che erano molto attivi in quegli anni – racconta Fiorella – e conobbi questa popolazione, i bambini che arrivavano qui da noi in estate. Fu un fulmine a ciel sereno non tanto per l’amore verso i bambini, ma verso una causa che merita attenzione. Quando ho cominciato Sesto Fiorentino era l’unico Comune che aveva firmato un patto di gemellaggio con i Saharawi. Subito dopo Elio Marini coinvolse la Provincia.  Per me è stato un colpo di fulmine perché spendere parte del proprio tempo per i diritti umani delle persone e dei popoli per me è un valore aggiunto. Sandro Volpe è il presidente dell’associazione. E’ stato molto bello questo connubio che c’è stato tra l’amministrazione comunale e l’associazione”.

Non ricorda più quanti sono stati i viaggi fatti verso i campi Saharawi, mentre il primo viaggio è stato nel 1989. Come lo ricordi?

“Ricordo il primo impatto – dice Fiorella – che è quello che si ripete ancora oggi, di incontrare una popolazione piena di dignità e di coraggio perché dal 1975 vive in condizioni veramente difficili. Da parte di questa popolazione c’è la voglia di comunicare e risolvere i propri problemi in modo pacifico ancora oggi. Si torna a casa più arricchiti dai valori della vita”.

Ti ha cambiato andare in Saharawi?

“Si. Ci aiutano a darci la misura dei valori che abbiamo dimenticato: la solidarietà, la fraternità, il rispetto, l’autodeterminazione, la libertà. Mi hanno dato tantissima ricchezza umana. Si torna ricchissimi dai viaggi. Loro hanno bisogno di tutto, ma soprattutto che si parli di loro”.

In questi anni Fiorella Bendoni è diventata anche videomaker raccontando per immagini la storia dei Saharawi e ricevendo anche alcuni premi tra cui uno a Cambridge. “Dobbiamo sensibilizzare – dice – loro hanno bisogno di sapere che non sono soli e che si possono muovere le coscienze anche di chi governa”. Una passione questa condivisa anche dalla famiglia, dice Fiorella, che l’ha sempre sostenuta.