De Franco (Lega): “Rifiuti, la rivoluzione promessa non è mai partita”

SIGNA – “Avevano promesso un sistema di nuova raccolta dei rifiuti, una vera e propria “rivoluzione” per dirla con le parole dell’assessore all’ambiente del Comune di Signa, Federico La Placa, che avrebbe dovuto portare a un cambiamento radicale rispetto al passato”. Ma… A parlare così è Vincenzo De Franco, responsabile della Lega a Signa. “Dal 1 gennaio, infatti, sarebbe partito un nuovo sistema di raccolta misto: porta a porta per carta e plastica, mentre il residuo organico e l’indifferenziato da conferire in contenitori stradali dotati di chiavetta elettronica. Il vetro, invece, continuerebbe a essere portato nelle apposite campane. Questa novità, tuttavia, che nelle intenzioni  dell’amministrazione comunale e di Alia verrà estesa a tutto il territorio comunale, non si applicherà a San Mauro, in Castello e nell’area industriale, che invece continueranno ad avere il sistema porta a porta integrale”.

De Franco poi entra nel merito della questione: “Attraversare alle 8.30 via Vincenzo Nannucci, a San Mauro, in una zona che ospita fra l’altro una banca, e vedere costretta la cittadinanza a lasciare su entrambi i lati dei marciapiede i sacchi – maleodoranti – della spazzatura per la raccolta porta a porta, è a dir poco indecoroso”. “Né possiamo fare silenzio sul fatto che i pedoni, non potendo fruire in sicurezza dei marciapiedi, si vedono obbligati a camminare lungo la strada che, a quell’ora, è interessata dal transito di numerose auto”.

“La situazione non è affatto diversa (anzi è peggiore) in altre zone di Signa come, per esempio, via dei Colli, dove in prossimità dei cassonetti viene abbandonato di tutto. Questo sistema, così come concepito, è inaccettabile non solo perché non funziona, ma perché pone obblighi a carico dei cittadini (pur ascrivibili a doveri civici di collaborazione) che, tuttavia, non si traducono in un risparmio in bolletta per gli utenti, ma in risparmi e quindi ulteriori profitti per Alia. Al di là delle tante promesse dei nostri attuali amministratori, dunque, quel che viene restituito ai signesi è una città offesa nella sua immagine e nel suo prestigio da anni di inerzia e incuria”.