Cimitero di San Mauro, così non va. La protesta dei cittadini, le critiche dell’opposizione

SIGNA – Quando si parla di cimiteri, di quella che gioco forza è l’ultima casa dei nostri cari ma anche di tutti noi, l’attenzione di chi li frequenta, non solo in prossimità delle festività di inizio novembre, si alza all’ennesima potenza. Lo dimostrano le segnalazioni arrivate in questi giorni alla nostra redazione in merito al cimitero di San Mauro, lo dimostrano le parole di una delle forze politiche di opposizione più attiva in consiglio comunale. Ma andiamo con ordine. Le critiche maggiori riguardano la parte sinistra della struttura, una volta entrati al suo interno, ma anche il parcheggio esterno, soprattutto in questi giorni di pioggia intensa e a ridosso del 1 novembre.

Della questione, e più in generale di tutti i cimiteri signesi, si è interessato, a più riprese, Gianni Vinattieri, capo gruppo di Forza Italia/Rinasce Signa in consiglio comunale: “Giovedì 1 novembre si festeggeranno i Santi e molti signesi si recheranno a trovare i loro cari defunti nei cimiteri comunali, che si confermeranno luoghi importanti per la sensibilità delle persone e biglietto da visita per il nostro Comune; molti i parenti residenti altrove che li frequenteranno. Ma la situazione che si presenterà non sarà confortante”.

“Nel 2009, come oggi, la situazione dei tre cimiteri di Signa era difficile per due ordini di motivi: lo stato di degrado e fatiscenza assai avanzato dei cimiteri di San Miniato, San Mauro e Lecore; non erano più disponibili loculi per la tumulazione e i cittadini signesi non potevano dare ai loro defunti la sepoltura che avrebbero desiderato. Di conseguenza, il sindaco Cristianini annunciò che per la sua giunta e la sua maggioranza, la messa in sicurezza e l’ampliamento dei cimiteri comunali era una priorità. Seguì l’adozione e l’approvazione di un Programma delle opere pubbliche che andava in questa direzione. D’altronde molti nodi erano stati sciolti: dopo un iter lunghissimo la Soprintendenza aveva dato il via libera al progetto di restauro e ampliamento di San Miniato e il Comune aveva contratto i mutui con cui finanziare i lavori. Insomma, tutto sembrava pronto e invece tutto si fermò”.

Vinattieri poi entra nel merito della questione: “Fino al 2012 quando il sindaco, vista la situazione sempre più compromessa dei cimiteri comunali e la mancanza di loculi, annunciò un cambio di strategia: dare in concessione esterna attraverso gara pubblica i servizi cimiteriali e legarli all’ampliamento dei cimiteri di San Miniato e San Mauro. In sostanza al privato selezionato dalla gara sarebbero andati i proventi dei servizi cimiteriali con l’impegno di questo a realizzare le due opere di ampliamento”.

“Ma la concessione dei servizi cimiteriali e il relativo Piano economico finanziario con ditta privata segna subito due fatti: per i cittadini aumentano i costi di sepoltura e dei loculi; il Comune finanzia con 250.000 euro la gara: nella disponibilità del concessionario privato per i futuri investimenti. Si arriva quindi a una nuova delibera del 2015 che prevede di imporre il pagamento dell’esumazione e dell’estumazione all’atto dell’inumazione. In una fase sociale ed economica critica, si chiede ai cittadini in un momento drammatico di pagare per un servizio che probabilmente verrà effettuato almeno dopo 10 anni”.

“Questa la genesi di un iter amministrativo evidentemente sbilanciato verso le esigenze del concessionario privato. Da cui si possono trarre le seguenti conclusioni: la concessione prevede che il privato faccia investimenti per l’ampliamento dei cimiteri di San Miniato e San Mauro e che gestisca la vendita dei nuovi loculi: investimento dal rendimento positivo sicuro vista la totale assenza di tombe disponibili. Ma non prevede che il concessionario intervenga nella manutenzione straordinaria dei cimiteri, tutta a carico del Comune”.

“La gestione privata non ha impegnato un numero di persone sufficiente per un’efficiente fornitura del servizio. In particolare, il cimitero di San Mauro risulta sostanzialmente abbandonato e a più riprese in preda a furti; con il subentro del concessionario privato e in conseguenza del Pef concordato le tariffe dei servizi e il costo delle tombe è sensibilmente aumentato; gli ampliamenti previsti nella concessione hanno subito modifiche, richieste dal concessionario, e ritardi. L’ampliamento di San Mauro è remoto con l’esistente in condizioni indecorose”.