AV, treni e tramvia, la Cgil: “La ‘cura del ferro’ ha bisogno di nuovo impulso”

FIRENZE – “La cura del ferro” in Toscana ha bisogno di un nuovo impulso e di una rinnovata progettualità. A dirlo la Cgil fiorentina.
“Le scelte fatte negli anni – dicono Andrea Gambacciani (segretario generale Filt Cgil Area Metropolitana Firenze-Prato-Pistoia) e Bernardo Marasco (segreteria Cgil Firenze) – che hanno stravolto il progetto iniziale della stazione AV di Firenze con la stagnazione della realizzazione del sotto attraversamento, non mettono solo in discussione il tracciato AV di Firenze ma la nascita di un sistema metropolitano ferroviario. Questo significa liberare i binari di superficie e avviare un servizio cadenzato di treni metropolitani di superficie tra i comuni dell’area metropolitana e area vasta”.

Oltre al treno, la tramvia. “Il sistema delle tramvie – proseguono dalla Cgil – non può essere scisso da tale sistema di cui è parte integrante, fin dai piani originali. Questo significa terminare le tramvie già previste e in discussione e prolungare i collegamenti verso le zone produttive di Osmannoro e Scandicci. Per una rinnovata progettualità di una cura del ferro bisogna, a nostro avviso, pensare ad una infrastrutturazione che parta dai grandi punti di accesso alla città, che attraversi luoghi dove sono collocate funzioni importanti, zone produttive e con forte densità abitative; consentendo una migliore mobilità delle persone, una riduzione dei tempi per raggiungere il proprio lavoro e minore inquinamento. Soltanto la realizzazione del sotto attraversamento di Firenze ed una progettualità del sistema ferroviario metropolitano complementare alle tramvie potrà essere la cura efficace ad i mali della mobilità fiorentina e di chi da tutta la regione si sposta verso Firenze”.