Separazione, casa e mantenimento dei figli: cambiano se la coppia non è sposata?

Inviato da lettore

Domanda :

Buon pomeriggio, con la mia compagna da qualche tempo stiamo pensando di separarci. Prima di procedere però volevo sapere da lei se è possibile sapere che cifra mensile più o meno dovrò versare per le tre bambine. Inoltre non essendo sposati, volevo sapere se nella casa dove abitiamo essendo tutta di mia proprietà posso continuare ad abitarci io. Grazie

Risposta :

Gent.mo Sig. Va da subito premesso che i diritti dei figli sono gli stessi, che siano essi nati fuori o dentro il matrimonio. Riguardo in particolare all'entità del mantenimento, occorre premettere che non esistono dei criteri di calcolo dell'assegno espressamente indicati dalla legge, ma i giudici di solito applicano dei criteri di massima, tenendo conto di quanto previsto dalla legge e dagli orientamenti giurisprudenziali prevalenti. Tali criteri sono orientativi in quanto ogni magistrato ha comunque un ampio margine di discrezionalità nel determinare la misura del mantenimento, il cui risultato va sempre personalizzato e adattato alle specificità del caso concreto. Non posso quindi in questa sede e con le informazioni che mi ha dato, farle una stima dell'importo. In linea generale posso dirle che l'importo dell'assegno di mantenimento per il figlio può essere deciso dalle parti, ma in mancanza di accordo sarà comunque il giudice a stabilirlo. Il Giudice considererà il patrimonio e le risorse economiche delle parti, le necessità dei figli, l'eventuale assegnazione della casa coniugale, il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori, i tempi di permanenza presso ciascun genitore. Esiste inoltre la possibilità, qualora le condizioni lo permettano, di un mantenimento diretto,ossia quella forma di assistenza economica che il genitore dà ai propri figli non versando un assegno periodico, ma provvedendo direttamente e soddisfare le loro esigenze. Non va poi dimenticato che, oltre all'assegno periodico viene posto a carico del coniuge non collocatario (o non affidatario) dei figli anche l'obbligo di contribuire nella misura del 50% al pagamento delle spese straordinarie. Circa l'immobile di sua proprietà ed a quanto ho capito adibito a casa familiare, così come per le coppie sposate, anche nelle convivenze di fatto, in presenza di figli minori nati dall'unione, la casa familiare è assegnata al genitore collocatario, anche se lo stesso non è proprietario dell'immobile. Il criterio in base al quale la casa viene assegnata ad uno dei conviventi è quindi indipendente dalla proprietà dell'immobile, che può essere sia di uno dei due che di una terza persona. La natura del provvedimento di assegnazione, infatti, risponde all'esigenza di tutela dell'interesse morale e spirituale della prole a mantenere l'habitat domestico affinché sia reso meno traumatico il cambiamento di vita causato dalla rottura del nucleo familiare. Cordiali saluti Avv. Francesca R. Passalacqua