Errore medico, tempistiche e procedure

Inviato da Lettrice

Domanda :

Gentili avvocati, ho una situazione molto dolorosa che riguarda mia sorella. Circa un anno e mezzo fa ha partorito una bimba e purtroppo ha scoperto poco dopo la nascita che è affetta da una malattia genetica. Nessuno però le ha mai detto niente durante la gravidanza di questa malattia. Possibile che nessuno abbia responsabilità? Se qualcuno ha sbagliato è possibile fare qualcosa?

Risposta :

Gentile signora,

la questione che mi pone rientra nei casi di errore medico ed è purtroppo di grande attualità. Premetto che la materia è così delicata, complessa e sfaccettata che sarebbe necessaria una analisi più approfondita del suo caso, per capire se nella situazione specifica potrebbe sussistere effettivamente la possibilità di un intervento.  Inoltre le posso già dire che sempre preliminarmente è necessario reperire l’intera documentazione medica da sottoporre ad un competente medico legale che valuterà la sussistenza o meno di un errore.

Per quanto mi riguarda analizzerò il quesito che mi pone facendo una panoramica giuridica  generale, consapevole che la materia  profondamente complessa anche perché coinvolge elementi legati al significato più profondo della esistenza umana, con evidenti  implicazioni morali ed etiche. La giurisprudenza dell’ultimo decennio infatti si è più volte confrontata con il c.d. danno da nascita indesiderata. Quando si parla di danno da nascita indesiderata si fa riferimento ad una particolare situazione che deriva da una diagnosi prenatale nella quale il medico non individua, colposamente, delle malformazioni o anomalie del feto e, quindi, non offre alla madre gli elementi utili per valutare se interrompere o meno la gravidanza. Ugualmente si parla di danno da nascita indesiderata quando a fronte di una richiesta di interruzione di gravidanza nei termini di legge, l'intervento venga effettuato in maniera erronea e dunque non si determina l'interruzione.

Innanzitutto ci si è chiesti chi fosse legittimato a chiedere il risarcimento. Sicuramente lo sono i genitori, e sul punto le opinioni sono assolutamente concordi. Circa invece il diritto del soggetto nato a chiedere il risarcimento, secondo la giurisprudenza prevalente questo non avrebbe alcun diritto, in quanto non pare configurabile un diritto a non nascere se non sani. Per una seconda linea di pensiero invece (minoritaria), il soggetto nato malformato per una diagnosi prenatale errata sarebbe titolare non soltanto di un diritto a nascere sano, ma addirittura di un diritto a non nascere se non sano.

La giurisprudenza è inoltre pacifica nel ritenere che spetta al genitore che agisce per il risarcimento del danno l’onere di provare che, se la madre fosse stata adeguatamente informata di una anomalia del feto, avrebbe esercitato la facoltà di interrompere la gravidanza, potendo tale onere essere assolto anche in via presuntiva.

La tipologia del danno risarcibile è sia quello non patrimoniale, dunque il danno fisico e psichico subito dai genitori, nonché il  danno patrimoniale, consistente nelle spese necessarie  per la gestione della vita del figlio malato. Dunque la giurisprudenza  concorde nel ritenere che ci che può essere risarcito non è solo il danno biologico,  ma anche quello sofferto da entrambi i genitori per la lesione della libertà di autodeterminazione, per le negative ricadute esistenziali che si verificano nella vita dei genitori, conseguentemente alla violazione del diritto a non proseguire la gravidanza. La richiesta di risarcimento deve essere fatta al medico che concretamente ha fatto la diagnosi errata o mancata diagnosi, alla struttura sanitaria o socio sanitaria a cui si è rivolto il paziente o presso la Asl competente se si tratta di struttura pubblica. Prima di esercitare un'azione di fronte al giudice, deve essere proposto, in via preliminare e a pena di improcedibilità, o un ricorso per accertamento tecnico preventivo o, in alternativa, il procedimento di mediazione civile di fronte ad un organismo di mediazione. La legge 24/17 ha inoltre differenziato i termini di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, in particolare nei confronti della struttura sanitaria si estingue in 10 anni e nei confronti del singolo medico in 5 anni.

Cordiali Saluti,

Avv. Francesca R. Passalacqua