“Allunaggi”: storie di sbarchi, migrazioni, missioni e nuovi mondi con Macramè. Per i suoi primi 20 anni

CAMPI BISENZIO – In occasione del 50° anniversario dello sbarco sulla Luna, Macramè Cooperativa Sociale si appresta a festeggiare i suoi primi 20 anni di vita. 1969: l’uomo arriva sul nostro satellite. Così, quest’anno, Macramè ha deciso di presentare “Allunaggi”, ovvero tutti i progetti che si ispirano al coraggio degli esploratori: quello degli astronauti dell’Apollo 11, come quello dei migranti che lasciano i propri paesi attraversando deserti e oceani o dei ragazzi – i nostri ragazzi – che ogni anno sfidano le regole della grammatica per lanciarsi “verso l’infinito e oltre” e raccontarci le loro storie.

“Allunaggi – dichiara il neopresidente di Macramè, Alessandro Guarducci – rappresenta lo spirito e il metodo con cui la nostra cooperativa lavora da sempre sul territorio: con la voglia e la capacità di mettere insieme storie, persone, gruppi, associazioni e istituzioni verso un’idea di mondo più giusto, accogliente, inclusivo”.

“Allunaggi” è infatti una piccola tappa di un percorso lungo un anno, fatto di progetti, attività e laboratori che hanno preso vita in vari luoghi della città metropolitana. È una narrazione collettiva di storie e percorsi educativi e di vita che hanno visto il coinvolgimento di centinaia di ragazzi e ragazze del territorio. È una comunità viva composta da bambini, giovani e adulti che condivide attraverso il proprio impegno e la propria espressività un’originale visione del mondo. Due settimane di eventi, presentazioni, reading, dibattiti e feste che coinvolgeranno il Porto delle Storie, il Teatrodante Carlo Monni, il premio “Festival degli Scrittori – Von Rezzori” di Firenze, le biblioteche di Calenzano, Scandicci e la Thouar e l’Orticoltura di Firenze.

“Proveremo a raccontare – spiegano – tutte queste prime volte su pianeti alieni attraverso gli occhi degli adolescenti di Campi Bisenzio, Calenzano, Scandicci, Firenze. Ascolteremo i loro racconti, i loro viaggi, le loro passioni, le loro paure. Sono loro i nostri astronauti. Quelli che riempiono le scuole, i progetti di sostegno scolastico e le bacheche dei social. Quelli che combattono come Emma Gonzalez e Greta Thunberg, quelli che vivono mille vite su Netflix, che inciampano nei compiti di matematica o che condividono centinaia di foto e pensieri su Instagram. Loro, i veri astronauti. Con gli occhi all’insù, verso: la scuola di scrittura non profit del nostro amico Dave Eggers, la 826 Valencia; tutti gli eroi dell’Apollo 11. E, certo, con gli occhi verso il nostro faro: Buzz Aldrin”.