Consorzi di bonifica, FI: “La sentenza della Consulta riduce la platea dei contribuenti”

FIRENZE – Tornano alla ribalta della cronaca i Consorzi di bonifica. Questa volta per la presa di posizione di Forza Italia che, per mano del vice-presidente del Consiglio regionale, Marco Stella, ha presentato una mozione urgente e ha illustrato la posizione del partito insieme alla vice-coordinatrice comunale Mariagrazia Interno’. “La recente sentenza della Corte Costituzionale – dicono – chiarisce che il pagamento del contributo ai Consorzi di bonifica è dovuto solo dai proprietari di immobili che stanno nel perimetro e che hanno un beneficio diretto e specifico dall’attività dei Consorzi. Per questo chiediamo alla Regione Toscana di disporre che i Consorzi di bonifica ritirino i bollettini di pagamento che stanno inviando alle famiglie, di escludere dalla platea dei contribuenti coloro che non hanno un beneficio diretto e quindi inviare le cartelle soltanto a coloro che rientrano nel perimetro individuato”.

“Solo per fare un esempio – hanno aggiunto Stella e Internò – chi abita vicino all’Arno non deve pagare, in quanto le opere di pulizia del fiume sono finanziate con uno stanziamento specifico da un milione e mezzo di euro dalla Regione Toscana. E per gli altri torrenti e corsi d’acqua, la Consulta è stata chiara: dove non c’è beneficio diretto, il contributo non è dovuto, non va pagato. In generale, quindi, i Consorzi di bonifica vanno chiusi, vanno aboliti perché, per quello che fanno, è sufficiente la fiscalità regionale generale”.

“Senza contare – concludono – che i Consorzi in Toscana rappresentano un costo enorme per la collettività, un costo ingiustificato a nostro giudizio. I sei Consorzi hanno un bilancio complessivo di 132 milioni di euro, 500 dipendenti, non rendicontano le loro spese nonostante la Corte dei Conti abbia avanzato più volte richieste in tal senso e 33 corsi d’acqua sono esondati negli ultimi due anni in Toscana. Nello specifico, il CdB Medio Valdarno ha 153 dipendenti di cui solo 49 operai, 81 sono impiegati e 18 quadri; 350.000 euro sono le spese in consulenze e collaborazioni esterne, 100.000 euro le spese telefoniche, altre 300.000 per rappresentanza e comunicazione istituzionale. A noi sembrano spese insostenibili e ingiustificabili e i bollettini di pagamento sono balzelli ingiusti: per questo continueremo a batterci contro i Consorzi di Bonifica con ogni mezzo, politico e giuridico”.