A sinistra per Signa: “Aeroporto, Signa si è prostrata alla Regione”

SIGNA – E’ una via di mezzo fra un grido d’allarme e una provocazione il comunicato che Lorenzo Sodero, portavoce di “A sinistra per Signa”, ha inviato alla nostra redazione. Oggetto del “contendere” ovviamente sono la viabilità e l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, mai così intrecciati come in questo ultimo periodo. “Un anno fa, a cavallo fra ottobre e novembre, riemerse la questione del ponte fra Lastra a Signa e Signa, – dice Sodero – ci fu un ampio dibattito e gli amministratori dei due Comuni chiesero tutto l’appoggio possibile per rendere definitivo quel progetto in quanto sarebbe stato l’unico a garantire la massima tutela ai cittadini. Il sindaco di Signa, Alberto Cristianini, andò a Roma per incontrare l’allora vice-ministro Riccardo Nencini e parlare del ponte. Pochi giorni dopo, però, Nencini, preferì partecipare alla manifestazione in favore dell’aeroporto senza nemmeno interessarsi alla questione signese e ovviamente anche lastrigiana. Ancora oggi, a distanza di un anno, si è dato più importanza a investimenti privati che andranno a finanziare il progetto dell’aeroporto piuttosto che porre Signa al centro per le sue innumerevoli criticità”. Sodero poi entra nel merito della questione: “Pochi giorni fa, i consigli comunali del 29 novembre e del 3 dicembre, ci hanno dato nuovamente ragione. Degli interessi dei cittadini della Piana non importa niente a nessuno. Durante il consiglio del 3 dicembre, il sindaco Cristianini, che a detta sua è uno dei più attivi per il no all’aeroporto, si è di fatto prostrato al presidente della Regione Enrico Rossi e al progetto dell’aeroporto approvando la realizzazione del laghetto tra la zona dei Renai e via Arte della paglia. Di fatto, questa area umida, così come viene definita, andrà  a stravolgere quella che un anno fa fu spacciata come l’unica possibile alternativa dal punto di vista della viabilità. Ora si parla di tutt’altro ponte, nuovo tragitto, nuovi costi, nuovi studi, buttando al vento tutti gli sforzi fatti in questi ultimi anni. Lo ripetiamo ancora una volta, noi signesi contiamo zero perché non portiamo ricchezza sul territorio. Preferiscono farci morire in quartieri dormitorio alla periferia di Firenze piuttosto che investire fondi pubblici nella costruzione di infrastrutture che potrebbero donare vita a centri abitati come Signa e rilanciare l’industria manifatturiera nella Piana fiorentina”.